GASTRITE DA FANS
Cos'è
Ogni giorno milioni di persone al mondo hanno necessità di eliminare il
dolore o abbassare la febbre e per farlo assumono i cosiddetti farmaci
antinfiammatori non steroidei (FANS). Sfortunatamente l'attività terapeutica
principale di ogni medicamento si accompagna ad effetti secondari,
alcuni dei quali costituiscono reazioni collaterali indesiderate.
Le affezioni gastroenteriche da FANS, dalla dispepsia
fino alle complicanze dell'ulcera peptica, rappresentano, probabilmente,
gli effetti collaterali da farmaci più frequenti.
Il rischio di patologia acida correlata all'uso di FANS sembra
essere in relazione alla dose del farmaco ed è più alto in
soggetti che assumono FANS da meno di un mese o che
contemporaneamente assumono più FANS o corticosteroidi;
gli anziani, che sono i maggiori consumatori di FANS, sono anche
particolarmente a rischio, probabilmente per una ridotta
metabolizzazione dei farmaci, per una maggiore vulnerabilità della mucosa legata
alla atrofia senile e per un prolungato contatto tra FANS e mucosa gastrica
per ritardato svuotamento gastrico. In corso di assunzione di FANS si
verificano disturbi dispeptici fino al 60% dei casi di cui il 20%
non mostrano alcuna alterazione all'esame endoscopico.
Sono considerati fattori di rischio per lo sviluppo di ulcere
gastroduodenali secondarie ad assunzione di FANS:
- Età avanzata (>60 anni)
- Storia di patologia digestiva
- Terapia concomitante con anticoagulanti
- Terapia concomitante con cortisonici
- Patologie associate severe (ad esempio: malattie cardiovascolari,
artrite reumatoide)
- Uso di dosi elevate o di più FANS contemporaneamente.
I FANS possono danneggiare la mucosa gastro-duodenale
attraverso due meccanismi principali: un effetto diretto locale, che
ovviamente si verifica solo dopo assunzione orale del farmaco, ed un
effetto sistemico, secondario all'assorbimento del farmaco.
Gli effetti collaterali possono essere locali o sistemici; al primo
gruppo appartengono:
- Diffusione intracellulare
- Danno diretto al muco e fosfolipidi di superficie
- Inibizione diretta alla produzione HCO3 e flusso ematico
Tra gli effetti sistemici si possono annoverare:
- Inibizione della ciclossigenasi con ridotta sintesi di PG
- Alterazione indiretta della secrezione di muco, HCO3 e flusso
ematico
- Iperproduzione di derivati della lipossigenasi
L'effetto tossico diretto si esplica per la liposolubilità dei FANS che
consente loro la libera diffusione attraverso le membrane cellulari
nelle cellule della mucosa; ciò determina una alterata permeabilità
cellulare con retrodiffusione di ioni idrogeno dal lume e
conseguente danno alla mucosa. Inoltre, il diretto contatto tra FANS e mucosa determina
anche indebolimento dei fattori difensivi della mucosa (riduzione
della secrezione di muco e bicarbonato e del flusso ematico).
L'effetto indiretto si verifica per la inibizione di un enzima, la
ciclossigenasi, deputata alla sintesi di prostaglandine. Le prostaglandine sono
sostanze ad azione locale, che, a livello gastroduodenale, stimolano
la produzione di muco e bicarbonato ed incrementano il flusso
ematico locale svolgendo così effetto protettivo sulle cellule
mucose (citoprotezione). Inoltre l'inibizione della ciclossigenasi
è causa di aumento dell'attività di un altro enzima, la
lipossigenasi, con conseguente aumento di altre sostanze ad effetto
locale, i leucotrieni, che esercitano effetti lesivi sulla mucosa gastrica.
Come me ne accorgo
La gastroduodenopatia da FANS può essere del tutto asintomatica
o presentarsi con dispepsia, dolore
e/o bruciore in sede epigastrica, sviluppo di complicanze dell'ulcera
peptica quali l'emorragia digestiva (che se massiva ha una mortalità
di circa il 10%), la stenosi del lume e la perforazione
della parete gastrica o più frequentemente duodenale. Non raro è il
sanguinamento cronico occulto, che può determinare l'insorgenza di anemia sideropenica.
E' controverso se l'assunzione di FANS determini un aumento
del reflusso gastro-esofageo e/o dei sintomi della malattia da reflusso.
E' percezione comune tra i clinici che l'uso di FANS peggiori
le lesioni della malattia da reflusso gastro-esofageo, ma mancano
studi clinici che lo confermano.
Gli esami e la diagnosi
L'indagine
principale per diagnosticare una patologia gastroduodenale
correlata all'uso di FANS è l'esame endoscopico. Nel caso
di sintomatologia lieve, la diagnosi può anche essere
posta con criterio ex adiuvantibus, osservando la risoluzione dei
sintomi dopo sospensione dei FANS e l'assunzione di
antiacidi.
Cosa fare
In pazienti con lesioni gastro-duodenali da FANS che
sospendono il trattamento antinfiammatorio, la terapia con
H2 antagonisti o con inibitori di pompa protonica possiede efficacia
simile che nei pazienti con erosioni o ulcere non causate da FANS.
Non è ancora stabilito se trattare un'eventuale infezione da Helicobacter pylori riduca l'insorgenza di complicanze
gastroduodenali da assunzione di FANS.
Consigli
La principale misura di prevenzione è quella di evitare l'abuso, il
sovradosaggio e l'assunzione di più FANS contemporaneamente.
Del tutto recentemente uno studio scientifico ha finalmente
dimostrato l'efficacia della prevenzione farmacologia (con farmaci
bloccanti la secrezione gastrica) delle lesioni gastroduodenali da
uso cronico di FANS. Altri presidi terapeutici che possono essere
utili nel prevenire le lesioni da FANS sono gli antiacidi,
i protettori di mucosa e gli analoghi sintetitici delle
prostaglandine. Il trattamento preventivo è obbligatorio nei
pazienti che assumono FANS e presentano più di uno dei
fattori di rischio. Recentemente molto interesse è stato suscitato
dall'introduzione di nuovi farmaci anti-infiammatori che bloccano
parzialmente la ciclossigenasi. Esistono due isoforme della
ciclossigenasi: la COX-1 e la COX-2. La COX-1 è quella che produce
sostanze (prostaglandine) ad attivtà protettiva cellulare. La COX-2
invece è indotta nelle cellule infiammatorie ed è quindi
importante nel processo dell'infiammazione e del dolore. Pertanto
l'uso di farmaci che bloccano selettivamente la COX-2 dovrebbe
ridurre l'incidenza di lesioni gastro-duodenali.
A
cura della redazione di paginemediche.it







